Epopea in un atto. Prologo alla tetralogia Der Ring des Nibelungen (L’Anello del Nibelungo)
Libretto e musica di Richard Wagner
La nascita del potere, la sua corruzione e la frattura di un ordine che sembrava eterno
Con L’Oro del Reno, prologo del Der Ring des Nibelungen, Wagner apre un universo mitico che parla direttamente al nostro presente: la nascita del potere, la sua corruzione e la frattura di un ordine che sembrava eterno. In questa nuova produzione, il regista Tobias Kratzer intreccia mito e modernità in una proposta ricca di immagini poetiche e perturbanti, trasformando la leggenda in un’esperienza teatrale vibrante e assolutamente contemporanea.
L’oro primordiale, tesoro puro del Reno, viene profanato dal desiderio di dominio. Con questo gesto Alberich — interpretato da Bo Skovhus — mette in moto una catena di inganni che sconvolgerà dèi e uomini. Al centro del conflitto, Wotan (Nicholas Brownlee), Fricka (Tanja Ariane Baumgartner) e la potente Erda (Okka von der Damerau) rivelano le tensioni di un mondo divino che si sta frantumando. La presenza enigmatica di Loge (Nicky Spence), l’inquietudine di Mime (Mikeldi Atxalandabaso) e la forza di Fasolt (Ante Jerjunica) e Fafner (Wilhelm Schwinghammer) completano un cast wagneriano di alta intensità drammatica.
Dalla buca d’orchestra, Jonathan Nott dispiega tutta la forza simbolica dell’orchestra: i leitmotiv emergono come archetipi sonori che evocano acqua, cupidigia, legge, amore perduto. La sua direzione — precisa, organica, profondamente narrativa — trasforma la partitura in un organismo vivente che respira con il dramma.
Das Rheingold non è solo la storia di un anello: è l’inizio di una crisi spirituale. Amore, natura e legame vengono trasformati in merce, ma in questa oscurità pulsa anche una promessa: la possibilità di spezzare il ciclo del potere e recuperare ciò che non può essere comprato.
Così Wagner ci pone di fronte a un’idea radicale e a una bellezza sconvolgente: ciò che è veramente sacro rinasce solo quando il rispetto vince il dominio e forse siamo ancora in tempo per tornare all’origine.
🕒 Durata
circa 2 ore e 35 minuti
Cast
Wotan: Nicholas Brownlee
Donner: Daniel Scofield
Froh: Roger Padullés
Loge: Nicky Spence
Alberich: Martin Winkler
Mime: Mikeldi Atxalandabaso
Fasolt: Ante Jerkunica
Fafner: Wilhelm Schwinghammer
Fricka: Tanja Ariane Baumgartner
Freia: Anett Fritsch
Erda: Okka von der Damerau
Woglinde: Ximena Agurto
Wellgunde: Jennifer Feinstein
Flosshilde: Helena Ressurreição
Regia – Tobias Kratzer
Scene e costumi – Rainer Sellmaier
Luci – Michael Bauer
Video – Manuel Braun, Jonas Dahl e Janic Bebi
Dramaturgia – Bettina Bartz e Olaf Roth
Coproduzione – Bayerische Staatsoper e Gran Teatre del Liceu
Coro del Gran Teatre del Liceu – Direttore Pablo Assante
Orchestra Sinfonica del Gran Teatre del Liceu – Direttore Jonathan Nott
Location
Gran Teatre del Liceu
Il Gran Teatre del Liceu, conosciuto anche come El Liceu, è il teatro attivo più antico e prestigioso di Barcellona e uno dei più importanti teatri d'opera del mondo.
Sito nella Rambla dels Caputxins è palcoscenico, da più di 150 anni (1847), delle più prestigiose opere e dei migliori cantanti del mondo, nonché simbolo e luogo di incontro dell'aristocrazia e della borghesia catalana.
Teatro dell'Opera di Barcellona, il Gran Teatre del Liceu, è stata fondata sulla Rambla nel 1847 ed ha continuato negli anni a svolgere il suo ruolo di centro culturale e artistico e uno dei simboli della città.
Oggi è di proprietà pubblica (da parte del Governo della Catalogna, Comune di Barcellona, Barcellona Consiglio Provinciale e il Ministerio de Educación, Cultura y Deporte) e gestito dalla Fundació del Gran Teatre del Liceu che, oltre agli organismi di cui sopra, incorpora il Consiglio Patrocinio e la Societat del Gran Teatre del Liceu (la vecchia società dei proprietari).
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