Falstaff – Giuseppe Verdi
Commedia lirica in tre atti.
Libretto di Arrigo Boito basato su Le allegre comari di Windsor e Enrico IV di William Shakespeare.
Durata approssimativa: 2 ore e 40 minuti
La morale finale di questa commedia agrodolce in cui Verdi ha mostrato una straordinaria vitalità e una sorprendente modernità nella sua struttura musicale.
Anno 1893: Verdi, all’età di 80 anni, partecipò alla prima di Falstaff alla Scala. Come evento di grande rilevanza, il pubblico includeva la principessa Letizia Bonaparte e i compositori d’opera italiani Pietro Mascagni e Giacomo Puccini. Il compositore stesso salì sul palco per salutare il pubblico, ricevendo ovazioni alla fine di ogni atto.
Verdi, con una carriera lunga e straordinaria che copriva quasi due terzi del XIX secolo, voleva congedarsi con un grande lavoro comico: perché il suo unico precedente tentativo, Un giorno di regno (1840), fu un grande fallimento, poiché nello stesso periodo morirono sua moglie e due dei suoi figli – circostanze che non erano certo favorevoli alla scrittura di una commedia.
Verdi era un grande ammiratore delle opere teatrali di William Shakespeare. A seguito di questa ammirazione, scrisse due grandi capolavori: Macbeth (1847) e Otello (1887), scegliendo Falstaff come testo per la sua prossima opera.
Solo un genio della statura di Giuseppe Verdi avrebbe potuto congedarsi dall’opera lirica esclamando con sarcasmo e spirito: “Tutto nel mondo è burla”: la morale finale di questa commedia agrodolce in cui il compositore ha mostrato straordinaria vitalità e sorprendente modernità nella sua struttura musicale.
Il duo Boito-Verdi riporta un Sir John Falstaff invecchiato, edonista e un po' codardo, ex compagno d'armi del futuro Enrico V d'Inghilterra, ora abbandonato all'alcol, alla gola, alla lussuria e alle vanterie. Logorato, senza soldi, grottesco e presuntuoso, possiede tuttavia un cinico spirito e un'intelligenza che gli conferiscono un fascino irresistibile. Una caricatura di se stesso, agisce come un ladro pronto a ingannare i deboli e a sfruttare i poveri. Si innamora di Alice Ford e Meg Page, due giovani donne sposate che si divertono a alimentare i desideri del vecchio cavaliere per deridere i suoi tentativi di seduzione.
La messa in scena di Laurent Pelly, ambientata nel XX secolo, si conclude con uno specchio che riflette il pubblico stesso come ultimo destinatario della grande fuga, invitandoci a ridere di noi stessi. Con una straordinaria agilità teatrale e gesti drammatici imprevedibili, la produzione mostra con intelligenza scene sia divertenti che malinconiche.
I celebri baritoni Luca Salsi e Ambrogio Maestri interpreteranno il ruolo di Falstaff, il cavaliere autunnale tormentato allegramente da un trio di donne intelligenti, supportati da un cast brillante che include Roberta Mantega (Alice), Daniela Barcellona (Mrs. Quickly), Serena Sáenz (Nanetta), Santiago Ballerini (Fenton) e Mattia Olivieri (Ford). Una partitura indimenticabile sarà nelle mani di Josep Pons, che si congeda dal pubblico del Liceu come direttore principale dopo 12 splendidi anni nel ruolo.
Falstaff, l'ultimo sorriso del vecchio Verdi. Un personaggio goffo di profonda umanità, che possiede la saggezza di chi ha capito che molte cose che riteniamo importanti, in realtà, non lo sono. Siamo tutti Falstaff! “Non vogliamo che Falstaff muoia. E, naturalmente, non lo farà. Lui è la vita stessa.” – Harold Bloom